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l'importanza di un sorriso ( da rossella) [03/12/2011]

Il sorriso come bisogno primario.

Esiste un luogo in cui deve essere assolutamente vietato sorridere e, peggio ancora, ridere? Scuola? Mah, non ci sembra. Funerali? Eppure, spesso ai funerali si ride, se non altro come reazione al dolore. Reazione al dolore …….. interessante! Quindi, sembrerebbe che ridere sia un bisogno primario dell’uomo, tanto quanto lo sono nutrirsi o …..fare la cacca! E allora: si può ridere in un ospedale? Non solo si può, si deve ridere! Se ridere è un bisogno primario (e su questo eravamo tutti d’accordo), allora è necessario includere questo elemento nelle terapie, qualunque esse siano e qualunque sia il luogo di cura.
 
Questi i temi affrontati dal Laboratorio interattivo del Sorriso che Domenica 27 Novembre AGEOP ha organizzato per i suoi volontari e aspiranti tali: un bellissimo corso centrato sul valore del sorriso e della leggerezza in campo terapeutico. Il Laboratorio è stato condotto da Andrea Filippini, infermiere e regista, ricercatore dell’applicabilità dell’arte teatrante nell’assistenza e fondatore dell’Infermieristica Teatrale. Andrea, in arte “Floppy”, è Infermiere dal 1989. Dopo 6 anni presso il Dipartimento di Emergenza in Chirurgia Generale e Pronto Soccorso Ortopedico, si trasferisce nel Reparto di Onco-Ematologia Pediatrica al Sant’Orsola per quasi 12 anni (1996-2007). Nel 2010 sceglie di dimettersi da un posto a tempo indeterminato perché non accetta più “il concetto di Ospedale come Azienda”.
 Oltre all’attività ospedaliera, è anche attore e regista, ricercatore dell’applicabilità dell’arte teatrante nell’assistenza e fondatore dell’Infermieristica Teatrale, progetto che esplora e propone il teatro come strumento di cura applicato all’esistenza: con i suoi corsi insegna al personale sanitario “a fare gli asini in corsia”.
 
Come lui stesso racconta- “Quasi 40 anni, da 21 lavoro come infermiere e da poco di più come attore e poi regista, sia teatrale che di cortometraggi. Dopo anni di convivenza e di continue contaminazioni reciproche tra i miei due grandi amori professionali, nel 2005 ho per la prima volta unito in modo formale queste passioni nel mio elaborato di tesi per l’ottenimento della Laurea in Scienze Infermieristiche. Una tesi di ricerca sperimentale sulla formazione “artistica” degli infermieri, attraverso l’ipotesi di un progetto di laboratori di “Infermieristica Teatrale” per unità operative, mirati, grazie alla mia esperienza in entrambi i campi, ad esplorare il connubio tra la nostra professione infermieristica e l’arte teatrale. La tesi mi ha permesso di analizzare le fondamenta teoriche e scientifiche di questa idea (esiste oggi una letteratura scientifica significativa sui benefici del sorriso e della risata, più banalmente conosciuta come comico terapia), e di approfondirne aspetti pratici di implementazione e applicazione a situazioni ricorrenti nella pratica infermieristica. L’obiettivo centrale del progetto è rafforzare il “Care”, una dimensione integrante e fondamentale del nostro lavoro, anche se non di rado svalutata a causa di una enfasi quasi ossessiva sul “Cure”. Care è il prendersi cura del paziente, non solo del corpo ma anche dell’anima e della mente, e di conseguenza nutrirlo con tutte quelle emozioni che lo aiutano e rafforzano come amore, affetto, comprensione, sorrisi e risate. Nei miei quasi dodici anni (1996-2007) in OncoEmatologia Pediatrica nell’ospedale S.Orsola di Bologna l’ho potuto constatare, praticare e vivere in prima persona (andando anche contro qulache tabù) nel trattamento del paziente anche terminale dove “Care” significa anche e soprattutto infondere serenità e forza ai genitori e alla stessa equipe assistenziale per affrontare al meglio la morte del bambino e gettare le fondamenta per ricominciare a vivere.
 Floppy  Floppy 2
Nel primo semestre del 2008 Andrea ha potuto sperimentare le sue idee presso l’ospedale Tiziano Terzani di Emergency a Lashkar Gah, nel Sud dell’Afghanistan. Una scelta consapevole, che lo ha certamente segnato, ma che gli ha anche confermato la validità del suo progetto e dei suoi intenti. Da questa esperienza è nato un bel libro-diario, scritto con uno stile inusuale: esattamente così come parla Floppy scrive, vale a dire un fiume di pensieri-emozioni-commenti-riflessioni che però ci fanno sentire quell’esperienza nel modo più vicino possibile. Senza sconvolgerci con i dettagli sugli orrori a cui la guerra porta ad assistere, ma rimandandoci ugualmente il senso di un servizio umanitario e sanitario svolto con l’intento di comunicare speranza nella disperazione, allegria nell’orrore.
 
Cover "Afganistan"
 
Personalmente, spero che la notizia di questi corsi si diffonda a macchia d’olio tra le AUSL del nostro Paese. Spero che tanti dirigenti ospedalieri leggano questa notizia e che si muovano per organizzare un corso di Infermieristica Teatrale presso il loro ospedale. E spero che tanti infermieri richiedano un corso formativo come questo ai loro dirigenti.
Perché noi pazienti abbiamo bisogno di "Cure", ma anche di "Care", per ripetere le parole di Floppy. Abbiamo bisogno cioè di essere curati con competenza clinica ma anche con calore umano. Con la leggerezza di un sorriso, o di una grassa e liberatoria risata, per consentirci di affrontare il difficile percorso di malattia con la speranza che nasce dalla luce interiore.
Buona vita a tutti,

Rossella

 


::::::    Creato il : 03/12/2011 da Magarotto Roberto    ::::::    modificato il : 03/12/2011 da marsala rossella    ::::::
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