>> storie
storia di Cati ( devo solo dire grazie) [07/04/2011]

 

LA STORIA DI CATI
 
 
 
 
Mi chiamo Maria Caterina ( vivo a Negrar, Verona) e vi voglio raccontare la mia storia, che parte dal   2002.
 
Facendo autopalpazione al seno mi sono accorta di avere un nodulo al seno destro e subito ho chiamato mia madre e mio marito che mi hanno raggiunta a casa.
 
Hanno cercato da subito di rassicurarmi dicendomi che forse non era quello a cui pensavo e che temevo.
 
In seguito sono venute anche mia cognata e una cugina di mio marito, ho fatto sentir loro il nodulo e mi hanno consigliato di recarmi al pronto soccorso
 
tranquillizzandomi sul fatto che non avrebbero travato nulla di preoccupante anche se tempo dopo ho saputo che la cugina di mio marito aveva detto,
 
a mia insaputa, che aveva sentito qualcosa che non andava.
 
Seguendo il consiglio sono andata al pronto soccorso dove mi hanno visitata e mi hanno detto che forse era una cisti benigna ma che era il caso di fare
 
una mammografia il lunedi' successivo.
 
Fatta la visita ,la Dott.ssa senologa mi ha comunicato che dovevo fare anche l'ago aspirato dal quale risultato ho saputo che dovevo essere operata.
 
Appena ho potuto mi sono recata anche dalla mia dottoressa di famiglia Alessandra  C. e le ho raccontato tutta la mia vicenda : finalmente ho trovato qualcuno con cui affrontare con realismo la mia malattia, senza drammatizzazioni ma anche senza false illusioni. Alessandra fin dall’inizio mi ha trattato come una mamma , con lo stesso affetto e la stessa generosita’ verso chi e’ in difficolta’ , chi ha bisogno di essere protetto
 
Dopo l'intervento ,
 
quando mi sono ripresa dall'anestesia ho trovato mio marito Albino che aspettava con ansia il mio risveglio e mi ha comunicato che
 
l'operazione era andata bene e mi sarebbe stato vicino sempre, qualunque cosa avessi dovuto affrontare
 
Io guardandolo negli occhi gli ho detto con grande forza d'animo "almeno lascia che passi questa e dopo vedremo : è  troppo bello vivere! "
 
Sono rimasta in ospedale per 10 giorni e la prima notte mi ha assistito mio fratello e in seguito sono venuti in molti a farmi visita
 
(mamma, parenti, amici, amiche) e questo mi ha fatto un enorme piacere dandomi forza per affrontare quello che mi aspettava.
 
Una volta dimessa dal Policlinico mi e' stato comunicato che dovevo fare cinque sedute chemioterapiche :
 
dopo aver fatto le chemioterapie mi sono caduti tutti i capelli e con mio marito siamo andati ad acquistare una parrucca che mi serviva per farmi sentire   a mio agio nella quotidianità' , nell'uscire di casa per affrontare la vita di tutti i giorni, ma anche e soprattutto con me stessa. Io non ho la patente  e ho potuto contare sempre su mia cognata  per tutti gli spostamenti .
 
In quel periodo ho riposato tanto, ho fatto lunghe passeggiate , soprattutto con la mia amica Teresa, che ancora ringrazio tanto per tutto l’aiuto che mi ha dato , senza chiedere nulla in cambio : mi ricordo di quelle volte che, sfinita per lo stress e le terapie , la andavo a trovare a casa  e  finiva che  mi addormentavo sul suo divano in  salotto  e lei mi lasciava li’ , come fosse la cosa piu’ naturale del mondo
Con    la   mia dottoressa Alessandra C. nel frattempo i rapporti sono via via maturati : da mamma è diventata un’amica , con cui parlare di tutto , senza paura di imbarazzi o pudori  : mi ricordo che mentre facevo le chemioterapie , se capitavo in ambulatorio in condizioni un po’ “ precarie” mi faceva passare subito, spiegandolo agli altri pazienti in attesa!
Le speranze che nutrivo nel frattempo si sono avverate quando, dopo vari controlli,
 
mi è stato comunicato che il tumore, che per fortuna era circoscritto, era scomparso.
 
Nel 2006 mi e' stata trovata una recidiva più' piccola della precedente e non nascondo il fatto che quando ho saputo del nuovo nodulo ho avuto paura di dover ricominciare tutto da capo ma per fortuna dopo l'asportazione non ho avuto bisogno di fare ancora chemioterapia ma e' stata sufficiente la terapia ormonale, che tutt'ora sto assumendo .
 
Nei momenti precedenti la prima operazione ho fatto un voto a Padre Pio promettendogli che sarei andata a far visita alla sua tomba non appena avessi potuto: così ho fatto e spero che sostenga me e i miei cari per tutta la vita.
 
Ormai sono passati sette anni, fortunatamente sto bene e periodicamente faccio tutti i controlli necessari; 
tutt'ora quando vado  in ambulatorio da Alessandra  C.  per farmi prescrivere le medicine che assumo , lo faccio volentieri perche'  ritrovo  un'amica che mi accoglie sempre col sorriso  e continua a trasmettermi fiducia
 
 A tutti voi che mi state leggendo
vi consiglio di   affrontare con coraggio questa malattia così' traumatica, sia fisicamente che psicologicamente, ma dalla quale si può' uscire vincenti e più' forti di prima.
Spero che come me abbiate la possibilita’ di avere vicino  , come e’ successo a me ,   persone   su cui contare   come   ad  ancore nella tempesta , e a cui mi sento ora di dire solo:   GRAZIE!
 
 
 
 
 
                                                                                                          MARIA CATERINA
 
 
 
 
 
 
 
 

 


::::::    Creato il : 15/12/2010 da Magarotto Roberto    ::::::    modificato il : 07/04/2011 da Magarotto Roberto    ::::::
Commenta questo testo
Nome:
Cognome:
E-Mail:
IL TUO MESSAGGIO 
Codice di sicurezza verifica visuale
riporta i caratteri visualizzati nell'immagine